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Il palindromo del Tempo

Categoria: Uncategorised Pubblicato: Sabato, 12 Settembre 2009


Tra otto sedici e venticinque

da il palindromo del tempo di Francesco Pasca

Alber(t)o snocciolava il suo rosario di parole, leggevo chiaramente sulle labbra quell’ossessivo rincorrersi e ripetermi: « otto-sedici-venticinque, otto-sedici- venticinque, otto-sedici- venticinque…». Concluse la sua eco dicendo : « La scelta delle sedici icone pare dettata dal dualismo perpetuo del numero otto.
Infatti, sia il quarto simbolo che l'ottavo, nella composizione totale della cosmogenesi, appaiono profondamente diversi e miranti ad ottenere uno scopo. L’ottavo in particolare, ci induce, ti induce a leggere la sua corona circolare e poi a volgere lo sguardo a sinistra in alto, fuori. Anche la celtica da te ritrovata sulla facciata di San Pietro ad oratorium, contribuisce ad avvalorare quel percorso. Ė lì che troverai il motivo della supposizione ».



Riascoltavo quanto ripetuto nel racconto precedente.
« L'intreccio grafico, con il suo complicato svolgimento, si annoda e si snoda costruendosi con la stessa maestria del suo narrare. Credo sia stato il suo ultimo atto a completamento dell'opera. La sua magia più bella a dimostrazione della immensa cultura donatagli dallo scriptorium della abbazia di Casole.»


Del quarto simbolo, in particolare, mi raccontava…

«due sono le chiavi di lettura.
La prima, con la certezza di un inizio da una composizione parziale, già esistente, e, sebbene fortemente incompleta, è da lì che il Pantaleone ha dipanato la sua Idea. Certezza, questa, per la chiara appartenenza più ad un frammento che ad un racconto omogeneo dal punto di vista geometrico.
La seconda, forse dovuta a manipolazioni, restauri o sostituzioni, di cui oggi se ne evidenziano le discrepanze linguistiche nella loro sintassi costruttiva.
Di fatto quel quarto simbolo è profondamente diverso. Se tutto questo può essere giustificato da mille anni di storia trascorsa sulle sue tessere, non potrà mai lasciarci indifferenti o quantomeno meno curiosi nell’individuarne i motivi».



Aggiungeva.
« Anche nell'osservare la “firma” lasciata da Pantaleone, non si può non rievocare e non tornare a sottolineare quel legame con il Palindromo.
Questo disegno è il suggerimento di lettura di una matrice di sedici nella quale, per ragioni che più avanti spiegherò, è la semplificazione della matrice di venticinque».
E’ sempre Alber(t)o a profilarsi prendendo posto fra le mille e più figure dell’Albero e mettendo in evidenza la necessità di non perdere di vista il legame con il Palindromo, a corrermi incontro con queste parole.



« Proviamo a rieseguire questo suggerimento.
Seguendo l'andamento delle sue linee, sovrapponiamo il disegno allegato ai sedici elementi della cosmogenesi. Teniamo conto, quindi, della vera natura del Sator, del suo utilizzo come misuratore temporale; non a caso è la rappresentazione della cosmogenesi, nonché l’inizio di tutte le cose in cui sono evidenti anche la presenza dello spazio cosmico con le rappresentazioni della volta celeste e le costellazioni, nonché il richiamo, nell’Albero della Vita, ai dodici mesi dell’anno.


Infatti il TENET è in corrispondenza con: l'albero dai frutti pendenti i cui rami, sembra, seguano ed ancor più ne assecondino le indicazioni di lettura proposte; l'asino con l'arpa, da alcuni descritto come il centro motore nel nostro universo, con le sue corde evocherebbe un sistema concentrico che, con il suono di quell'arpa, potremmo paragonarlo a quel «rumore di fondo» della creazione; i due cani festosi racchiudono ed amplificano quel «rumore»; l'airone, il polpo ed, infine, in basso, l'albero del peccato con il serpente che l'avvolge».

Proseguendo…

« Leggiamo insieme, come già fatto in precedenza. Ascoltami attentamente. Le due costellazioni del Cane Maggiore e del Cane Minore, tramandati a noi come i due cani del cacciatore Orione con la presenza di Sirio ed ancora andiamo a riconoscere la costellazione della Lira con la presenza di Vega che già, come risaputo, 12000 anni fa svolgeva il ruolo di stella polare, a causa della precessione dell'asse terrestre».

Ormai non curante più nemmeno della mia meraviglia continuò.

« Ora, andiamo ad individuare quel TENET verticale e ritorniamo ad osservare i sedici circoli della cosmogenesi.
Il suggerimento che ti propone Pantaleone è segnato con la sua direzione di quella lettura ed andamento, nonché situato, in basso a destra, in corrispondenza di REGINA AUSTRI.
Come già ancor oggi ti ripeto e come credo di averti detto, Il primo, il secondo e il terzo simbolo hanno, al loro opposto, diagonalmente: l'enigmatico animale con piedi deformi che ne richiamerebbe la storia della Regina; Adamo; Eva.
E poi ancora, il quinto con il dodicesimo ed il nono, ancora una volta, con l’ottavo e così via. Del quarto simbolo, il grifone con la dicitura “PASCA”, andremmo a riconoscere L’ORIGINE della Legge, quella stessa individuata nella metopa di Magliano de’ Marsi. Al suo opposto diagonalmente è un toro, IL NUOVO, così verrebbe definito il nuovo anno, l’inizio.
Tutto questo a dimostrazione di quella capacità di selezionare immagini e proiettarcele sino ai nostri tempi, sempre mutevoli ed al contempo identiche».


La mia era già certezza ed oggi, ancor più certo, come ho già fatto nel precedente racconto, comparo, alcuni degli elementi iconografici dove compaiono i SATOR AREPO…. Li accomuno a quello già indicato nella facciata di Magliano de’ Marsi, a quello della pavimentazione di Aosta ed a tutte quelle forme stranamente incastonate lungo il perimetro di San Pietro ad Oratorium.
Tutto questo lo riconduco ad un’unica informazione culturale, quella del monaco Pantaleone nel mosaico di Otranto. Da tutto questo è determinata l'ulteriore supposizione.
Il Quadrato Magico del Sator può essere la chiave di lettura di un ulteriore quadrato la cui matrice è di venticinque numeri disposti ordinatamente, ma la cui lettura viene data dalla presenza delle lettere uguali disposte secondo degli allineamenti obliqui, le diagonali.

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