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Voli sul Nilo

Categoria: arte
Pubblicato: Martedì, 11 Dicembre 2018
Scritto da Super User

“Voli sul Nilo”:

La nuova produzione dell’Artista Anna Frappampina 

di Francesco Pasca

Anna Frappampina continua la ricerca in una nuova unità di misura iconografica e, con i suoi dipinti, vuole condurci, farci volare con consapevole disincanto sui misteri delle civiltà dalla geometria complessa e non solo; parafrasando scritture cromatiche ed immagini, ricrea, per l’occasione, l’immaginario collettivo con innumerevoli texture, caleidoscopici intrecci costruiti in vicende associate ai sostantivi dei suoi segni, dei suoni e combinazioni in immagini, tante.

L’Artista vuole traslitterare secondo il sistema di evocazione pittorica dovuto alle celebrazioni dei nuovi Misteri, siano essi dettati dalla storia o da immaginari svelati dai miti. Dalla narrazione della grotta dei cervi in Badisco (Lecce) ne attinge gli archetipi per farne nuove visioni. Frappampina è visibilmente proiettata e ben corrisponde al delicato mondo femminile sia egizio che surreale cosmologico, così si è espressa, sin dal suo primo esordio in dipinti e oggetti d’arredo con la prima personale del 1990, quando lavorava nella città natale, a Taranto.

Alternativamente ed inestricabilmente è attualmente ben collegata e significata alle e dalle figure di divinità sino al culto cosmogonico e funerario.

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T'AMO(sulla carta)

Categoria: arte
Pubblicato: Lunedì, 25 Giugno 2018
Scritto da Super User

7×7 T’AMO sulla (carta)

 

di Alessandra Peluso

(da www.corrieresalentino.it)

Francesco Pasca come al solito si contraddistingue nella scrittura.

Ingegno, creatività, parole, immagini stupiscono anche questa volta. È sufficiente leggere “7×7 T’AMO sulla (carta)” per rendersi conto dell’evidenza di un’espressione artistica libera e concludente, non conclusiva; nulla infatti, si conclude per Pasca o si definisce: ogni opera è un nuovo inizio.

In “7×7 T’AMO sulla (carta)”, più due (sé)mi Pensieri e Un F (atto), edito da Il Raggio Verde Edizioni, rappresenta l’amore sulla carta, visivo e non, in preda all’immaginazione e alla realtà: “Penia” e “Poros”, “Endimione” e “Selene”, ma anche l’ozio, il riposo creativo del saggio.

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interrumpere claustra

Categoria: arte
Pubblicato: Venerdì, 16 Marzo 2018
Scritto da Super User

Il cancello ovvero il centro di una possibile avventura linguistica.

 

di Elio Ria

 

La scrittura di Francesco Pasca potrebbe configurarsi in un codice di mutazione linguistica, in cui si avviluppano ad un gene narrazioni fantastiche e irreali pregnanti però di consistente realtà, oltreché concetti nuovi di cose che riguardano l’uomo e il mondo.

Non è oltremodo facile catalogarlo, sistemarlo in un genere letterario ben definito, prevarica ogni confine, va oltre la geometria dell’ordine, quasi impossibile contraddirlo stante l’innocenza della sua resilienza al sogno, che in alcuni casi lo condivide e fa suo, in altri lo denuda con la forza della ragione fintantoché non lo neutralizza delle parti fantastiche e lo concretizza con precisione concettuale in un’altra memoria visiva.

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il Varco Singlottico

Categoria: arte
Pubblicato: Lunedì, 30 Aprile 2018
Scritto da Super User

RIFLESSIONI AL VARCO DI UN CANCELLO

di Marilena Cataldini

 

Il cancello, ovvero: Ed(essa) è altrove, di Francesco Pasca ( iQdB Edizioni, Lecce 2018) tratta di una storia d'amore.

Oppure la storia d'amore è un pretesto per parlare, per scrivere di altre storie. Per esempio per scrivere di luoghi, per affrontare il tema del tempo, oppure quello del viaggio o del sacro. Per la verità, non è per il fatto che racconti di una storia d'amore che il libro ci suscita interesse. A volte le storie d'amore sono così banali, salvo per chi le vive, ovviamente. Ma questa non è  una storia banale. E non lo è per il modo in cui è scritta.

Dico subito che lo stile di questo testo non è facile, ma se lo fosse non ci procurerebbe alcun interesse. Non ci darebbe le emozioni che invece ci dà. La sua scrittura è particolarissima. Abbonda l’uso del participio passato, ma i verbi vengono utilizzati anche nella forma dell’infinito e questo non coniugarli, disancora la frase dalla realtà descrittiva, dando al significato un senso di incertezza e di assoluto. Gli aggettivi, poi, sono frequentemente usati come sostantivi. Sicché questo è un libro che chiede la partecipazione del lettore. Una partecipazione attiva, dal momento che il testo non è costruito per il lettore in-differente, che vuole dal libro significati precostituiti o verità a portata di mano.  Esso chiede che chi vi si addentri,  non faccia ricorso ai soliti canoni d’interpretazione, vuole apertura mentale, curiosità e disponibilità ad essere sorpresi.

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La singlossia nel racconto

Categoria: arte
Pubblicato: Sabato, 10 Dicembre 2016
Scritto da Super User

Poesia qualepoesia/13: La singlossia nel racconto

 

 

dalla Rubrica su PugliaLibre a cura di Francesco Aprile

Francesco Pasca è nato a Sanarica, in provincia di Lecce, l’undici giugno del 1946. Pittore, dal 1963 è attivo nelle arti visive tra informale e neocostruttivismo, mentre nel ‘68 è a Firenze dove frequenta il Centro Tèchne di Eugenio Miccini, entrando in contatto con la poesia verbo-visiva e le sperimentazioni intermediali del periodo. Di lì a poco stringe un buon legame con i pittori Giovanni Corallo, Salvatore Fanciano e Bruno Leo che a Lecce, nel 1971 in collaborazione con Eugenio Miccini, avevano dato vita alla rivista “Gramma”. Pasca sarà presente negli ultimi numeri della stessa, manifestando comunque una presenza importante al fine della successiva nascita del Gruppo Gramma, avvenuta in seguito alla mostra “Verifica 76″ curata a Lecce da Toti Carpentieri. Nel 1979 aderisce al manifesto della Singlossia redatto dalla semiologa Rossana Apicella, curandone con la stessa la stesura. Dagli anni ’80 la sua operatività è riversata sui versanti della Singlossia in quella che lo stesso autore definisce, in nota biografica, “stagione post-poetica visiva”. Dalla morte della Apicella, prosegue lo sviluppo del tracciato singlottico definendo la ricerca che ancora oggi lo caratterizza come “Singlossia nel racconto”, la quale trova un più ampio sviluppo a partire dal 2005 con la pubblicazione di svariate opere letterarie. Nel 2010 aderisce al movimento letterario “New Page. Narrativa in store”, fondato nel 2009 da Francesco Saverio Dòdaro. Ha fondato, con Maurizio Nocera e Francesco Carrozzo, la rivista “Diversalità poetiche”. Oggi il suo percorso si evolve nelle relazioni fra parola, gesto e nuove tecnologie, rinnovando l’impulso della ricerca singlottica sui versanti del segno e della comunicazione, tanto da definire questa fase come del “Segno nell’In e l’Out del gesto”, producendosi in uno sforzo creativo che guarda alla radice neocostruttivista della sua pittura relazionata alla parola e alle tecnologie digitali.

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