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IL SEGRETO DEL TEMPO

Categoria: libri Pubblicato: Mercoledì, 09 Settembre 2009

IL SEGRETO DEL TEMPO TRA MISURE E GEOMETRIE NEL MOSAICO DELL'ARTE DI COMUNICARE

FRANCESCO PASCA PRESENTA UNA NUOVA OPERA INTITOLATA
"Otranto - II luogo delle parole. Dialogo virtuale sulla scrittura di Pietra"

 
Da un'intuizione di Francesco Aprile
 

Lecce 22 aprile 2009 da Il Paese nuovo - Quotidiano del Salento - http://www.ilpaesenuovo.it

 
 
 
Nella Singlossia i due linguaggi, visivo e verbale, si intrecciano e tessono trame che consentono al linguaggio in sé di esprimersi nello scorrere del tempo.
L'opera trova la sua esplicazione attraverso questo intreccio, nodo di "verbimmagine" che porta il linguaggio al raggiungimento del pieno conoscimento di sé.

Francesco Pasca, dipinge dal 1963. Negli anni '80, l'incontro con Rossana Apicella gli apre le porte della Singlossia, catapultandolo in un percorso di ricerca che, dagli inizi pittorici del '63 ad oggi, lo ha visto scorrere fra la pittura e via via fondersi fra immagine e testo.
In "Otranto. Il luogo delle parole", Il Raggio Verde Edizioni, è questo che fa. Otranto. La Cattedrale ed il suo Albero della Vita, Pantaleone ed il suo simbolismo, fungono da pretesto per accedere allo spazio temporale creato da parole e immagini che, dal pavimento della Cattedrale di Otranto, richiamano fortemente il presente, tessendo una trama fra le tessere del mosaico ed il battere su di una tastiera. Tessendo una trama che è un filo continuo fra passato e presente, filo continuo che genera futuro.

Francesco Pasca affronta questa ricerca entrando in uno stato di morte apparente, creando e ricreando se stesso sul monitor di un pc, uscendo da sé per osservarsi.
Allo stesso modo di come anni prima il poeta di Maglie, Salvatore Toma, tracciava la via per uscire fuori dal corpo, individuando nella morte non la fine, ma un nuovo inizio.

Salvatore Toma tracciava questa via:

“...Ci ho messo una croce e ci ho scritto sopra, oltre al mio nome, una buona dose di vita vissuta. Poi sono uscito per strada a guardare la gente con occhi diversi...”

Francesco Pasca continuava questa strada percorrendola in modo diverso, arricchendola di particolari commistioni con le nuove tecnologie:
"Si esce da sé e ci si osserva. [...] La morte, in questo momento, è tale solo se considerata la fine assoluta di tutte le cose. Nel suo caso diventa il simbolo dell'esistenza."

Percorrendo le tessere di un mosaico, Francesco Pasca scorre la sua vita lungo i tasti di una tastiera e proietta se stesso sul monitor di un pc, creandosi e, a sua volta, ricreandosi sotto nomi diversi e si osserva. Ora, i suoi alter ego osservano lui, lui osserva i suoi alter ego. Per indagare l'immaginario di un quadrato magico esce da sé entrando nello spazio temporale racchiuso fra il passato ed il presente, cercando di generare scenari futuri. Il testo si fa immagine, o mosaico. Il mosaico si fa testo. Testo e immagine si fondono come lo stesso autore si sdoppia e si triplica e si fonde in un gioco di sguardi gettati su se stesso.
Le tessere del mosaico sono, per Pasca, il filo conduttore con ciò che, nel presente, ci lega alla creazione del futuro.

Le evoluzioni portate dalle nuove tecnologie:
“[…] ki sno…Giuliana il mio nme…sno nata a poke centinaia di metri…[…]” Sono le tessere mancanti del mosaico di Pantaleone.

Tutto si lega a tutto.



Mercoledì 11 giugno 2008, alle ore 19:00, presso la sala "Teodoro Pellegrino" della Biblioteca Provinciale "N. Bernardini" di Lecce, si è tenuta la presentazione di un nuovo volume del pittore salentino Francesco PASCA, intitolato "Otranto - Il luogo delle parole. Dialogo virtuale sulla scrittura di Pietra". Il meeting, coordinato da Antonietta Fulvio - responsabile della Casa Editrice "Il Raggio Verde" - autorevoli interventi di Alessandro Laporta (Direttore della Biblioteca di Viale Gallipoli), Maurizio Nocera (curatore del libro), Gianluca Garrapa (Università di Pisa).


in vendita presso libreria Liberrima C.so Vittorio Emanuele - Lecce

ISBN 978-88-89663-42-4





Paolo PALOMBA

"Attraverso uno stile espressivo modulato tra la struttura del mito e l'impostazione del saggio romanzato", l'artista-scrittore intende saggiare nuove e articolate vie comunicative, in tonalità spiccatamente metacognitiva, con l'obiettivo di narrare il trascorrere della routine, nel rimando sistematico a due contesti apparentemente disgiunti: il pianeta contemporaneo e quotidiano - connotato dai linguaggi di un cibernauta di nome Albe(r)to, costantemente protagonista del mondo virtuale di internet -, in associazione al macrocosmo reale e colto, identificato dalla figura del monaco Pantaleone, presumibilmente vissuto intorno al 1163, nell'Abbazia di Casole. Il gioco dei personaggi, sperimentato sullo sfondo del mosaico presente nella Cattedrale di Otranto, si presenta subito motivante e intricato, nel tessuto metafisico di una prospettiva esistenziale tanto geometrica, quanto misurata. La mission di Alber(t)o, infatti, diventa improvvisamente quella di ricercare lemmi efficaci per mediare concetti e significati, in grado di obiettivare nei pensieri di Pantaleone il referente criptico e iconografico da veicolare. Ciò giustifica il dipanarsi di una tenace e paziente ricerca semantica, condotta attraverso potenziali forme dialogiche, orientate a ricostruire il mistero del tempo, nel rebus di un quadrato magico, rinvenibile in un'enigmatica opera musiva medioevale appartenente al "Sud del Sud", come pure in un omologo e coevo reperto presente a Magliano de' Marsi. L'opera di Francesco Pasca risulta un coerente prosieguo del Quaderno "Parole Sparse", pubblicato dall'autore nel 2005, sulla scia del progetto poetico - visivo della Singlossia: la sua narrazione si trasforma, attualmente, in un "caleidoscopio del Tempo", in cui coniugare virtuale e reale, nella proiezione dosata dei vissuti emotivi, stratificati nelle dinamiche della vita. Il prossimo appuntamento dell'artista salentino, ordinario di Disegno e Storia dell'arte presso l'Istituto Statale "Pietro Siciliani" di Lecce, riguarderà l'allestimento di una mostra personale di pittura, incentrata sul leitmotiv del colore, quale trait d'union tra parola e segno, in un'armonica poesia, intrisa di quei ricordi che il vento sonoro dei significanti riesce a slatentizzare, dall'animo di un'umanità sensibile che si fa mondo.



SERATA di PRESENTAZIONE













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