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Ho fatto un S(e)gno…

Categoria: arte Pubblicato: Martedì, 03 Novembre 2009

 

Ho fatto un S(e)gno…

Il silenzio della parola

di Francesco Pasca

 

:-))) Perdonate la mia stravaganza. L’opportunità di scrivere è anche: applicare qualche concetto che frulla ondivago nella mente, vedi un’idea come la rappresentazione digitale di una teoria dell’arte del nostro passato o l’applicazione nel presente, ma è già trascorsa. Viene spontaneo. Una volta la Cibernetica…, forse è meglio dire c’è ancora la Cibernetica. É con questo termine che abbiamo costruito il nostro primo Adamo ed Eva. Così come, da quel loro primitivo essere, abbiamo visto nascere la coscienza.

Nell'Estetica e nella Teoria dell'Informazione si pensa possa affermarsi in quella piena realizzazione, in quel controllo tra Scienza della Comunicazione, Natura e Società. È la straordinaria triangolare coincidenza, in cui l’affacciarsi su ognuno di quei lati si chiama Arte. Un’Arte tesa alla conoscenza del mondo, potremmo osare con il dire: una complessa creazione e percezione dell’opera artistica.

 

Chi non ricorda la bella sequenza di quella parola sorda-muta che aveva orecchie solo per il calcolatore più perfetto di nome HAL 9000, computer spaziale? Chi non ricorda quel significato comunicativo della parola basato sul segno, sul disegno di un suono assente? Chi non ricorda quell’indissolubile legame che univa l'Homo Faber al tempo e allo spazio? Chi, l'indiscussa intelligenza artificiale come l'utilizzo di una Arte-Scienza? Tutto questo avveniva suggerito da un linguaggio, la cui proprietà cibernetica era direttamente causata da un processo probabilistico. Da un probabilistico determinato da entità definibili e da un numero di elementi, le lettere dell’alfabeto comprensive di suoni, o meglio di fonemi. Eventi quest’ultimi a cui il cibernetico faceva riferimento. Quella teoria come fondamento dell’informazione era un processo stocastico o per meglio dire probabilistico, aleatorio. Il grande monolite nero diventa-diventava l’inizio di un alfabeto. La stele di Rosetta dell’universo assunta come un elemento primitivo di una qualsiasi lettera dell’alfabeto.

2001: Odissea nello spazio ricordiamo tutti, fu un film di Stanley Kubrick. Nel 1968 nasce da un racconto di Arthur C. Clarke, La sentinella e si diede nome e realtà ad un certo Hal 9000 che, di fatto, tentò anche lui di ribellarsi ed uscire dal suo paradiso terrestre, dall’essere macchina. L’impatto emotivo fu grande e fu lo stesso Kubrick ad affermare: «ognuno è libero di speculare a suo gusto sul significato filosofico del film, io ho tentato di rappresentare un'esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell'inconscio».
Con Odissea nello spazio si reintroduceva un vecchio concetto, quello figurato. La figura di quel dato linguaggio assumeva al contempo un nuovo segmento linguistico e si contrapponeva alla figura derivata. È l’informazione che ci consente di appurare il risultato di quel linguaggio.(vedi Giotto e Simone Martini)

Inseguo da sempre il linguaggio. Questi recenti anni sono accompagnati da elaborazioni. Mi servo, sempre, del mio abbecedario, descritto azzurrino non smarrito in un ripostiglio. In questo breve tragitto mi sono imbattuto in numerosi Artisti. Giotto e Simone Martini, ad esempio, seppero utilizzare il linguaggio. Erano “Sufficientemente” consapevoli dei significati che andavano utilizzando. Simone in particolare, accompagnò la “Parola” dell’angelo con il silenzio irreale del fondo oro, quello dello splendido dipinto su tavola dell’Annunciazione. Giotto ci accompagna da sempre con il Gesto che emerge silenzioso dai Volumi-Colore delle parole dell’Assisiate. Semplificare il linguaggio è stato, come la trascrizione della parola nella sua quantità minima, l’abbreviazione. Di fatto l’abbreviare, ad esempio, è stato considerato come la struttura semantica e grammaticale di una data combinazione di parole ed ha indicato, come certezza assoluta, la possibilità di essere letto come nuova informazione. È così che il termine “prof.” seguito dal nome può essere tradotto esclusivamente come “professore”. Ben altra cosa accade se si utilizza la parte omessa “essore”, nel qual caso, sebbene possediamo una quantità di informazioni in più, ciò non ci condurrà solo ed esclusivamente alla parola “Professore”.


Ritornando al Nostro Simone Martini, quella “Parola-Suono”, sebbene pronunciata nel vuoto provocato da quell’oro, fu molto simile a quella sottratta, poi, nella seconda metà del XVII secolo, dalla macchina pneumatica di von Guericke. Quel vuoto può paragonarsi a quello della scena di Odissea nello spazio, e, non ne può impedire, anche oggi, contro ogni legge fisica, di raggiungere la sensibilità della Vergine o del Nostro Hal 9000. Non credo che nessuno si sia accorto di questo e, di quant’altro, di contro, sia contenuto nel linguaggio dell’Arte. Parlare del linguaggio poetico è tornare ad un rimando di un’altrettanta testimonianza Verbo-Visiva, rivissuta nello stesso “silenzio”. I seguenti versi d’amore di Majakovskij sono proprio quello stesso silenzio:

Il nome

di questo

argomento:

L………!

[Imja

ètoj

teme:

…………....!]


È sempre la Storia dell’Arte, ripescata dal mio (a)(b)be(c)e(d)ario, a ricordarmi il dipinto del J.L.David. La storia di Roma monarchica, durante il regno di Tullio Ostilio, dove i tre fratelli Orazi, romani, disputano un duello con i Quriazi, albani. Dunque, l’Operazione Albalonga è Risultato. Non prevede solo vittime, ma anche opportunità. La “sindrome dei Quriazi” è appena cominciata, pertanto, allego uno spunto, uno dei tanti, dettato dal diacronico-idosemantico-fonosemantico la cui storia è stata iniziata e mai percorsa: Prendiamo ad esempio il leet (linguaggio attualissimo).

E' forma codificata caratterizzata dall'uso di caratteri non alfabetici tradizionali al posto delle normali lettere. Ha origine da "élite" ed il linguaggio è basato sulle scelte per semplice somiglianza o per piccoli cambi fonetici. E’ vero non dico niente di nuovo, ma almeno cerco di ripensare al 1970 e a quelle teorie di tecniche ed estetica dell’informazione quando il leet non era e non poteva essere. La scheda perforata, come immagine, era l’allora tavola della legge.

A quel tempo, attraverso la poesia visiva pensavo e pensavamo che la combinazione di suoni era, sebbene transmentale, meno probabile della non combinazione di una parola comprensibile. Si iniziava a comprendere meglio la natura cibernetica del linguaggio. La tematica affrontata non è semplice. Un tavolo sui linguaggi è sempre indispensabile.

Usare solo nuove alfabetizzazioni o grafemi… non è fare linguaggio, ma come per ogni altro sistema di informazione non rimane che la "scelta" del suo utilizzo. Per quanto mi riguarda, Umberto Eco e Rossana Apicella, già nei lontani anni ’80 avevano individuato i modi ed intuito l’utilizzo di un linguaggio di questo tipo; basta “sfogliare” i testi che in quel periodo furono scritti e che tuttora altri ne sono per confermare l’ulteriore eredità di quella Scelte. Scrivere X al posto di Per ed allo stesso modo scrivere Per al posto della X . Resta famosa la scrittura di "Nino Bixio" in "Nino Biperio".(vedi la scrittura U. Eco - 1980). D'altronde, io mi servo della Parola Àlbero - Albèro - Alber(t)o per confondere-fondere sia graficamente sia foneticamente il significato di Nome e di Albero utilizzando anche un suono differente, l’accento, riconducibile nei due sensi. Così come aver individuato l’opportunità dell’utilizzo della numerologia per ottenere un linguaggio utilizzando 25 successioni ordinate ed altrettante lettere. Non ultimo il link temporale della parola Massacro, individuando [((mas[s)a)cro]]. É sufficiente far corrispondere in maniera cibernetica (linkare i vari pezzi di cui è composta per raggiungere diversi significati. Creiamo, cioè, un percorso ipertestuale per ottenere il risultato-significante desiderato). Questo genere di linguaggio si può fare anche con la musica, vedi-senti i nostri due Salentini : il Maestro Gianluigi Antonaci sulle note del suo piano o le esperienze digitali di Francesco Del Prete. Con il monologo teatrale alla Baricco e con la “pellicola” Baaria di Tornatore. Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE

Del leet, l’alfabeto utilizzato è il seguente: Ad esempio la lettera A può subire delle trasformazioni a carattere grafico. Si avrà pertanto il numero 4 oppure Fl che ne riecheggerà la sua somiglianza. Nel caso di B avremo la sostituzione con il numero 8 o con il numero 3, meglio se accompagnato dalla parentesi )3. Tutto questo sino al completamento dell’alfabeto.

Così come accennato, il linguaggio è elitario ed è basato sulla semplice somiglianza o per piccoli cambi fonetici. Questo alfabeto è quanto di più spontaneo e corrispondente sia nel campo del cosiddetto “rispecchiamento” e, naturalmente, può avere anche delle regole grammaticali. Ai nuovi linguaggi possiamo aggiungere La chat. Il linguaggio in questo caso è cibernetico semplice ed il leet può essere utilizzato anche per velocizzare il messaggio. Ad esempio nelle chat in lingua inglese abbiamo:

1 rUL3 7h1z w0rLd al posto di (I rule this world) che tradotto diviene un messaggio di avvertimento del tipo: Io domino questo mondo o Qui comando io.
Nella chat, le emoticon, sono chiamate anche smiles. Ne è stata utilizzata una all’inizio di questo scritto per sottolineare la stravaganza, sottolineandola con un sorriso largo ed accattivante. Nella lingua italiana l’emoticon o smiles, il termine, è faccine.
Si può trovare l’intera serie girando sula rete.

Fa sorridere la decodifica del testo seguente:

Essere cacciati dal Paradiso è più facile che entravi?

[- 5 5 [- ? [-[ /-\ ¢ ¢ ][ /-\ -|- ][|> /-\ |_ |> /-\ ? /-\ |> ][ § []È|> ][ Ù|= /-\ ¢ ][ |_ [-

¢ /-/ [-[- {\} -|- ? /-\ \_/ ][?

Ritornando al nostro 2001: Odissea nello spazio, questo film è rivoluzionario sotto l’aspetto del linguaggio soprattutto nell'utilizzo dell'inquadratura. (Oggi con Baaria questa viene ripresa e rivalutata). Non dimentichiamo che siamo nel ’68 gli anni preceduti da altrettante pellicole dove l’immagine è l’attore, è la parola. Già nel ’66 M.Antonioni ne aveva iniziato a trattarne e vinse, al Festival di Cannes del 1967, il Grand Prix con Blow-Up. Ancora prima è sempre lo stesso Antonioni con Deserto rosso del 1964, con un nono lungometraggio, il primo a colori, ad aprire all’immagine guidata nel cinema. Si è trattato, anche in questo caso, sempre di un linguaggio elitario. Infatti trova la collaborazione di Carlo Di Palma come direttore della fotografia nonché della colonna sonora di Giovanni Fusco. In queste stupende proiezioni ci troviamo in un sistema di comunicazione dove il racconto non è lineare. L’immagine ci fa assumere un approccio tra significato e significante. Il messaggio-immagine deve “parlare”, “comunicare”, intessere il racconto come un messaggio poetico e come tale si presenta. È una poesia scritta che è fatta per essere “detta” con gli occhi. La novità consiste nel non rivelarsi come suono, non necessariamente deve trattarsi di una categoria di messaggi parlati. I segni però hanno la stessa intenzione di un messaggio sonoro. Per questo motivo assistiamo ai tempi, di 2001: Odissea nello spazio, che sono dilatati e che le inquadrature durano più del previsto. Kubrick ed Antonioni creano, come per il linguaggio del Leet, un messaggio verso uno spettatore che s’aspetta una comunicazione che supera il piano verbale. Musica ed immagini diventano più forti di qualsiasi parola. Il monolito, ad esempio, con la forma primitiva del parallelepipedo, è un’entità sia divina che terrena che aliena. È il sistema di una rappresentazione ancestrale riconoscibile e al contempo in-conoscibile. Come per qualsiasi linguaggio elitario ci porta prima alla Ragione e poi alla Coscienza.

 

A: 4, /\, @, /-\, ^, ä, ª, aye, ?, Fl, O
B: 8, 6, 13, |3, ß, P>, |:, !3, (3, /3,)3
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E: 3, &, £, ë, [-, €, ê, |=-
F: 4, |=, ƒ, |#, i=, ph, /=
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H: 4, #, /-/, [-], ]-[, )-(, (-), :-:, |~| {=}, , |-|, ]~[, }{, ]-[, ?, }-{
I: 1, !, |, &, eye, 3y3, ï, ][, []
J: _|, ;, _/, K: X, |<, |{, ]{, }<, |(
L: 1, £, 7, 1_, |, |_, #, l, i, \_
M: M, m, //., |v|, [V], {V}, |\/|, /\/\, (u), []V[], (V), (\/), /|\, ?, ?, ?, /V\
N: //, ^/, |\|, |/|, /\/, [\], , , {\}, []\[], ?, n, /V, ?
O: 0, (), ?p, [], *, ö
P: |^, |*, |o, |º, |^(o), |>, |", 9, []D, |°, |7
Q: [,], (_,), ()_, 0_, <|
R: |2, P\, |?, /2,|^, lz, ®, [z, 12, ?, 2
S: 5, 2, $, z, §, ehs, es
T: 7, +, -|-, 1, '][', †
U: (_), |_|,|.|, v, ü Ü
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W: \/\/, vv, '//, \^/, (n), \V/, \//, \X/, \|/, \_|_/, \_:_/, \x/, I_l_I, ?
X: ><, ?, }{, )(
Y: '-/, j, `/, \|, Ý, ÿ, ý, Y, y, Ÿ, ?, ?, ?, f, ?, ?, ?, ?, ? ,?, -), ?
Z: 2, ~\_, ~/_,7_ %


°-° normale, è anche usata come emoticon universale
:-) oppure :) sorriso o tono scherzoso/amichevole
:-( oppure :(, è broncio, tristezza
:'( piangere
:-S :-| imbarazzo, o disagio infastidito, o stupore
:-D riso
;-) ammiccante o occhiolino
:-))) forte sorriso o tono molto amichevole
X°D oppure xD o XD risata oppure sfacciataggine
:-p linguaccia o "oops"
:-O oppure :O stupore ("a bocca aperta")
:-S confuso, imbarazzato
:| di stucco di una parola senza senso (anche con la L minuscola si può fare)
8-) stupore partecipato
=_= noia, ma anche bramosia
^_^ sorriso
-_- oppure -.- o anche -o- noia o sarcasmo
.-. oppure ._. o anche :| sconvolgimento
e O_O oppure O.O, stupore, shock

o_O oppure O_o oppure o.O oppure O.o, confusione, diffidenza
ç_ç o :'( o T_T o Y_Y pianto
'>_<,è.é fastidio, seccatura
XQ_ cupidigia
U_U,u.u superiorità
)
*_* o ** o *___* commozione o ammirazione
:* o anche :-* o anche :-x bacio
\o/ ballare
@_@ confusione
§_§ stordimento
x_x oppure ò_ò, nervosismo
-.-" oppure -_-oppure -_-" non sorpresa
:Q___ oppure =Q___ oppure *ç* oppure *Q* sbavare
=3 oppure :-3 oppure x3 tenerezza
^^ contentezza
:-@ arrabbiato
@>-- rosa
ù_ù Sentire di aver ragione
?_? Confusione
OwO Grande sorpresa
°° Stupore (in positivo ma per lo più in negativo)
*w* Meraviglia / Stupore, sempre in senso positivo.
T.T Pianto a dirotto
#_# Morto
^_^.I. Ghigno
@:-) Pensiero Stupendo

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