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T'AMO(sulla carta)

Categoria: arte
Pubblicato: Lunedì, 25 Giugno 2018
Scritto da Super User

7×7 T’AMO sulla (carta)

 

di Alessandra Peluso

(da www.corrieresalentino.it)

Francesco Pasca come al solito si contraddistingue nella scrittura.

Ingegno, creatività, parole, immagini stupiscono anche questa volta. È sufficiente leggere “7×7 T’AMO sulla (carta)” per rendersi conto dell’evidenza di un’espressione artistica libera e concludente, non conclusiva; nulla infatti, si conclude per Pasca o si definisce: ogni opera è un nuovo inizio.

In “7×7 T’AMO sulla (carta)”, più due (sé)mi Pensieri e Un F (atto), edito da Il Raggio Verde Edizioni, rappresenta l’amore sulla carta, visivo e non, in preda all’immaginazione e alla realtà: “Penia” e “Poros”, “Endimione” e “Selene”, ma anche l’ozio, il riposo creativo del saggio.

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il Varco Singlottico

Categoria: arte
Pubblicato: Lunedì, 30 Aprile 2018
Scritto da Super User

RIFLESSIONI AL VARCO DI UN CANCELLO

di Marilena Cataldini

 

Il cancello, ovvero: Ed(essa) è altrove, di Francesco Pasca ( iQdB Edizioni, Lecce 2018) tratta di una storia d'amore.

Oppure la storia d'amore è un pretesto per parlare, per scrivere di altre storie. Per esempio per scrivere di luoghi, per affrontare il tema del tempo, oppure quello del viaggio o del sacro. Per la verità, non è per il fatto che racconti di una storia d'amore che il libro ci suscita interesse. A volte le storie d'amore sono così banali, salvo per chi le vive, ovviamente. Ma questa non è  una storia banale. E non lo è per il modo in cui è scritta.

Dico subito che lo stile di questo testo non è facile, ma se lo fosse non ci procurerebbe alcun interesse. Non ci darebbe le emozioni che invece ci dà. La sua scrittura è particolarissima. Abbonda l’uso del participio passato, ma i verbi vengono utilizzati anche nella forma dell’infinito e questo non coniugarli, disancora la frase dalla realtà descrittiva, dando al significato un senso di incertezza e di assoluto. Gli aggettivi, poi, sono frequentemente usati come sostantivi. Sicché questo è un libro che chiede la partecipazione del lettore. Una partecipazione attiva, dal momento che il testo non è costruito per il lettore in-differente, che vuole dal libro significati precostituiti o verità a portata di mano.  Esso chiede che chi vi si addentri,  non faccia ricorso ai soliti canoni d’interpretazione, vuole apertura mentale, curiosità e disponibilità ad essere sorpresi.

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interrumpere claustra

Categoria: arte
Pubblicato: Venerdì, 16 Marzo 2018
Scritto da Super User

Il cancello ovvero il centro di una possibile avventura linguistica.

 

di Elio Ria

 

La scrittura di Francesco Pasca potrebbe configurarsi in un codice di mutazione linguistica, in cui si avviluppano ad un gene narrazioni fantastiche e irreali pregnanti però di consistente realtà, oltreché concetti nuovi di cose che riguardano l’uomo e il mondo.

Non è oltremodo facile catalogarlo, sistemarlo in un genere letterario ben definito, prevarica ogni confine, va oltre la geometria dell’ordine, quasi impossibile contraddirlo stante l’innocenza della sua resilienza al sogno, che in alcuni casi lo condivide e fa suo, in altri lo denuda con la forza della ragione fintantoché non lo neutralizza delle parti fantastiche e lo concretizza con precisione concettuale in un’altra memoria visiva.

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