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ZERO

Categoria: arte
Pubblicato: Martedì, 24 Dicembre 2013

L’anno ZERO

di Francesco Pasca

 

Dicono: tutto quel che nasce è destinato a morire. Non dicono: tutto quel che nasce ha ragione di nascere e desiderio di altri farlo morire. Quale apporto alle premesse per un Anno dichiarato ANNOZERO?

Sebbene certo della non immediata risposta, nell’inesorabile tutto decrepito rimestato panorama del volutamente possibile, la Scrittura ha necessità di alimentare e/o autoalimentarsi nel Suo non essere mai stato inizio di qualcosa o morte per altre. Dal detto, che non è il fatto, non resta che assecondarne lo ZERO, ch’è il suo stesso paradosso, quello destinato ad appartenere e a radicarsi in un mondo fatto per dare sempre necessità di un inizio creduto creato dal nulla. Persino le grandi Cose dell’Universo hanno avuto necessità di caratterizzarsi con un istante particolare, inizio di contenitore in contenitori e con la possibilità di un evolversi in una somma indeterminata di altrettanti eventi. L’evento quindi si attende, si subisce e si classifica, si deposita con gli ulteriori eventi in quel che è il non secondario paradosso chiamato Storia o Tempo.

melL’assunto è l’iniziale, è il tutto in quel dichiarato Storia o Tempo oppure il Tempo ch’è solo inesorabile Tempo o ancora Scrittura del Tempo, di quel che è e vuole essere definito maldestramente “racconto” sia esso stato per essere descritto destro, mancino o rovescio o mal/rovescio. Per Diversalità, per quel che è già nato e del perché destinato da altri a morire, si scrisse, si è scritto, fu il contenitore dopo contenitore. Infatti così ne narrai del febbraio del 2011. “Era già un po’ di tempo che gironzolava, fra me e Maurizio Nocera, l’idea di un foglio poetico, quando poi nel febbraio 2011 con lo stesso Nocera e con Francesco Carrozzo si iniziò a parlarne convinti e nessuno di noi prevedeva, né pretendeva che una qualunque azione intrapresa potesse diventare una pratica certa, almeno tale da essere duratura nel tempo.”  Quindi, il massimo di quella convinzione fu volta a definirsi e sperarsi nell’arco di un indispensabile.

Sembrò allora il “contemporaneo”, lo è tuttora. Per questo torno ad inserire l’arguto disegno di Melanton, l’Immagine di una Luna d’inchiostro e il fiorire fra le mani l’Albero, quel che si scrive, le Parole. Sembrò allora la meraviglia per quell’inizio determinato fra Mente e Scrittura ma era l’inconsapevole già contenuto e da addizionare nella stessa Mente di quel che si sarebbe fatto, divenuto Scrittura. Quel che si asseriva non avveniva affatto nell’inizio, né per il solo inizio, bensì nel numero già ottavo per quell’anno DiVersale e, a quel tempo, la cabala attraeva, era (l’ottava) meraviglia, l’otto-8/il prospettato Uni-Verso ∞  e dava ampia possibilità di divagare, di ricreare nel rigenerato, in quel che si doveva.

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LAVORI in CORSO

Categoria: arte
Pubblicato: Sabato, 05 Ottobre 2013

Il MUST -  Museo “storico” di Lecce, ovvero,

una burla chiamata arte.

di Francesco Pasca

Ho tra le mani un volume di colore grigio e testo in rosso dichiarante ”LAVORI IN CORSO .Corpo2”(ci sarà stato, suppongo anche un .Corpo1). interrogativo ed esclamativo sono stati da me aggiunti.
In basso, sullo stesso, dal colore bianco il testo è altresì riportato con: “il percorso della scultura“; “aria di Roma”; “la scatola magica”.

Aperto il volume si ha la firma del testo di Luigi Coclite, (assessore al turismo e spettacolo) per titolo: “l’ampliamento dello sguardo”. Ovviamente, a seguire, s’aggiunge l’articolato con le firme del direttore, Nicola Massimo Elia (suppongo del Must), del curatore della rassegna, Toti Carpentieri (suppongo del critico d’arte) e infine del giovanissimo relegato per imparare negli “apparati”, Lorenzo Madaro (suppongo arrembante nel maremagnum della critica).  

Da lì in poi ammiro una serie di belle foto (Ma chi farà le tradizionali foto, forse quando occorre sapere di obiettivi, di diaframmi, di tempi di otturazione e di tanto altro?) con quel che dovrebbe essere l’immagine di presentazione del MUST. Sempre nell’ovvio vedo scorrere le tre sezioni: “percorso della scultura”, “l’aria di Roma” e “la scatola magica”.

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F.S.Dòdaro

Categoria: arte
Pubblicato: Mercoledì, 25 Settembre 2013

il metasalentino.

 

il 29esimo numero apre con l'omaggio al decano della Poesia Visiva in tutte le sue infinite varianti, a Francesco Saverio Dòdaro.

nel foglio poetico gli interventi di:


Mauro Marino (giornalista-poeta)

M.Teresa Lutri (artista di strada e poeta)
Francesco Aprile (poeta-giornalista)
Giuseppe Cristaldi (scrittore)
Lorenzo Madaro (critico d'arte)

Elisabetta Liguori (scrittrice)
Elio Coriano (poeta)
Carlo Stasi (poeta visivo)
Luc Fierens (poeta visivo)
Julien Blaine (poeta visivo)
Patricia Aguilera Arroyo (poeta)

Chiara Spinelli (poeta visivo)
Stefano Donno (giornalista-poeta)
Francesco Carrozzo (poeta)

Francesco Pasca (poetavisivoscrittore)

all'interno del foglio poetico, in ogni numero, l'Opera Unica dall'emblematico titolo "TRE", su carta pregiata, donata dall'Artista scultore MARIO CALCAGNILE.

 

 di Francesco Pasca

Di Versalità è giunta al suo ventinovesimo numero e, nel tentativo di un superamento dal suo tradizionale, vuole omaggiare la parte della scrittura che è diventata esperienza sensibile. Mai come ora si interfaccia e vuole condividere la considerevole parte degli elementi contingenti dell’esistente e spesso trascurato mondo della sperimentazione gestuale e verbale.

Il Foglio Poetico prosegue, quindi, con questi obiettivi e trova humus intorno alle continue prospettive amplificate dai soggetti culturali del proprio territorio. Persegue con ambizione a scavare nell’universale possibile e si propone per le particolarità verbo visive allo studio e operanti nell’incessante dei loro cultori che non occupano il genericamente ma, per le singole o plurime determinazioni metodologie del loro specifico, sono considerate ormai stabili e necessarie. Azzardarle anche per assolute è la conferma d’esistenza su di un territorio non solo periferico.

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