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Categoria: arte
Pubblicato: Martedì, 25 Giugno 2013

Il Salento e l`Arte

una Poesia da raccontare.

di Francesco Pasca

Noi salentini giungiamo dal vecchio e caro Mito, siamo nello sfrenatamente rigurgitante e in continua metamorfosi, lo facciamo con la stessa spontaneità dei tanti Eroi che i cantori sin qui ci hanno consegnato.
Noi rinfocoliamo i misteri, le leggende e i segreti di tesori nascosti per strani incantamenti e, a tutto questo, aggiungiamo la nostra particolare narrazione.

Il Salento è così che diventa attraente e le sue vicende corrono e rimbalzano per essere Daune alla ricerca della tomba di Diomede alle Tremiti o per delinearsi in storie per Alberi della Vita da eseguire con minuscoli frammenti  alla ricerca di un tappeto di pietra dalle mille figure, quello ad esempio di un fraticello che sapeva leggere in quel di Casole, oppure per addolcire il nostro difficile gusto con decori fantastici o ancora dediti nel diventare scrittori, poeti, narratori, Artisti nella sua aggettivazione più completa-complessa.
Così è che diventa porta d’oriente e apriamo l’orizzonte a strane storie o ancora si fa leggenda in Artù, o nel gatto con gli stivali, o nella Babele di sempre, o nel giardino fiorito del Bene e del Male con l’Albero vacillante sul dorso di ignari elefanti scelti scrupolosamente orientali.

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CRONACA

Categoria: arte
Pubblicato: Giovedì, 09 Maggio 2013

4-5-2-0-1-3(cronaca)

 

di Francesco Pasca

 

philo-2 copyC’è un sottile filo rosso che fa della dicotomia una visione tra e fra una linea d’orizzonte descritta dall’ozio.
Dal volutamente diviso ne faccio salto "per il me per", l’ennesima elaborazione scritta dal e per condurre al colore. Quest’ultimo lo lascio sfociare nell’assoluto, in quel che l’accidentale vuole per una città, Lecce, la voluta e necessaria provincia di un sempre. Stamane ne rivendicavo la specificità parafrasandola con l’Impero Romano di ieri e di oggi, quello adagiato nella decadenza. Ero lì dove tutto sembra scuotersi per poi tornare nell’oblio di un nulla e attendendo altro tempo, il non più
ricorsivo palindromo di quel suo non colore, quello da provinciale, quello voluto da un sabato per una domenica e dettato dalla necessità di provincia per continuare a far vivere nel sopravvivere l’Impero di sempre. La domenica  è per il giorno da ritenere normale o eccezionale o casuale. Tutto comunque è cronaca di un accaduto nel giorno del convenzionale, di sabato 4 del mese di maggio e nell’anno 2013.

Non vi sarà mai Storia scritta né da scrivere per una provincia se da altri vi è l'utilizzo di un accomodare e, a Lecce, se ne spreca molto di quell’accomodante.

Tradotto in cifra il mio è: 452013 un da 0 a 5 perché tanti sono i numeri presenti anche se non in successione, ma utili per ottenere una matrice al 36, del 3x12, del 6x6

Ho dettato nella festa il doppio del doppio palindromo. Ho cercato la Casualità prodottasi o voluta da un 12 e da un 5. Ne Ho scritto di domenica ed ho l’immagine di quella cronaca, di una non storia o del sé o per chi legge lo può diventare per il diversamente, potrebbe essere  quel che appare e si manifesta nella noia di una cultura quotidiana, ma non in un effimero “ozio” del fare. Oggi ne scrivo ed è il 5 del 30 e sono tra le tante pagine quotidiane di “Dolce Vita”, quella dai caratteri cubi(tanti) e non cubi(tali), sono fra gli indecisi e i corrosi dal dubbio dello stazionare tra fornelli per il prossimo fuoriporta o all’insegna del rincorre la “sagra della puccia” o ancora tra la marmellata da laboratorio alchemico per un magico albero a cui sottendere a quel: verde melograno dai bei vermigli fior”.

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Stigmate

Categoria: arte
Pubblicato: Venerdì, 27 Aprile 2012

Stigmate (nella foto un particolare dell'opera di Lucio Conversano)

Diario dell’esperienza figurativa di un Golgota.

 

di Francesco Pasca

 

In un’epoca dalla messaggeria di un prodotto della stessa, col messaggio sul mio cellulare si pronunciò un’immagine scritta: ”ti aspetto questa sera alle 20 del 25 aprile presso Edicoladinotte a San Donato, largo chiesa, ritrovo a chiusura dell’esposizione STIGMATE”, firmato, Lucio Conversano.
Da frequentatore di un altro luogo di messaggerie, facebook, avevo dapprima distrattamente, poi con interesse seguito quell’evento. Me ne interessavo silenziosamente per il mio stretto personale, per l’affinità di un lavoro che conducevo, per la scrittura di un Golgota.
Quell’invito quindi mi soggiogava. Sapevo che, dietro tutto questo, vi era anche la mano del mio amico Maurizio Nocera al quale avevo dato da leggere proprio quel mio manoscritto sul Golgota.
Quell’evento, pertanto, ancor più mi incuriosiva.
Ma, la sera del 25 aprile mi abbandonai alla scrittura, pensai al mio racconto e, sebbene fosse vivo l’interesse per quell’evento, me ne dimenticai, non ebbi l’imminente di quel che non andava rimosso.
In quel 25 aprile l’orario era già tardo e fui ancora una volta “svegliato” dal mio cellulare, non più muto.
Quel suono mi scosse con: «come mai non sei qui, non sei al ritrovo, a largo chiesa di San Donato? Come mai non sei a ricevere anche tu le tue stigmate?»
Fu il tempo di un ricordare ed ero già ai piedi della croce.

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