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L(isa)

Categoria: arte
Pubblicato: Sabato, 17 Gennaio 2015
Scritto da Super User

[L]-ISA

Appunti per viaggio. Con il viandante e i suoi colori

di Antonio Errico

… poi c’è la narrazione

Impulso. Affetto. Evocazione. Tracciati della Storia e tracciati di memoria. Percorsi psicologici e percorsi di ricerca che si intrecciano e vanno verso una scrittura che si compone di specularità, di stratificazioni, di un linguaggio figurale che annoda i piani dell’elaborazione psichica e di quella estetica.

E’ complesso, questo libro di Francesco Pasca: forse il più complesso fra i suoi libri. Lo ha tessuto con teorie e con forme espressive molteplici. Il lettore non tenti processi di interpretazione lineari. Si prepari da subito ai sentieri impervi, a ritornare spesso sui propri passi, a rintracciare nessi che scorrono sotterranei, a scandagliare la profondità dei concetti, a decifrare enigmi, a tentare di sbrogliare le trame, di sciogliere allusioni, riferimenti cifrati. All’interno di un accurato equilibrio formale, Pasca elabora un’oscillazione fra tempo presente e tempo passato, una dialettica tra l’oggetto e il soggetto della Storia, tra il senso che scorre sotterraneo e quello che si manifesta. Mi sembra che in questo libro tanto la parola in sé quanto la frase nella sua struttura, si carichino di una valenza simbolica di tempi, luoghi, fenomeni.

La dinamica testuale si configura come mimesi della dinamica temporale: il linguaggio si tende non tanto verso una rappresentazione del tempo quanto verso una coincidenza con il tempo. Pur nella consapevolezza dell’impossibilità, aspira ad assorbire le dimensioni temporali ed a farsene espressione autentica, scartando ogni mediazione operata attraverso la finzione. Si tratta di un processo di sperimentazione che probabilmente si fonda su teorie artistiche e su pensieri filosofici che Pasca indaga e scandaglia da anni, e che in questo lavoro assumono la valenza di sostrato culturale e concettuale, ma anche, direi, di essenza originaria della scrittura. Il racconto costituisce la testimonianza che gli accadimenti della Storia continuano a propagare i loro effetti sulle nostre visioni e sulle nostre interpretazioni del mondo. C’è un viaggio “per i tratturi della Storia”, in questo libro, un “ascoltare il colore nei segni voluti dalla Storia”, un ritornare a viverla, una tensione a fondere la Storia “con il nuovo e il diverso, anche attraverso l’indifferente e l’improbabile”. Il pensiero, la Storia, il linguaggio si protendono verso una simbiosi armonica per diventare spirito e corpo del testo, per cui il soggetto che narra si ritrova contemporaneamente coinvolto nelle tre dimensioni – il pensiero, la Storia, il linguaggio – e diventa il nucleo in cui esse si ricongiungono e si rigenerano. Poi c’è la narrazione. La narrazione, in questo testo, ha la funzione di servire il pensiero, la Storia e il linguaggio.

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Itinerari leccesi

Categoria: arte
Pubblicato: Sabato, 29 Novembre 2014
Scritto da Super User

LECCE - Itinerari per (Capone Editore)

 

Sarà disponibile dal 3 dicembre 2014 Lecce, mirabili itinerari (nei quattro portaggi, tra luoghi e personaggi, aneddoti e curiosità, storia e leggenda), di Silvia Famularo e Luigiantonio Montefusco. Presentazione di Rino Bianco.

          "[...] L’immagine di Lecce “città d’arte”, come centro urbano ricco di storia e monumenti, non è recente essendo stata riportata da uomini di cultura e della nobiltà europea che si sono avventurati nel sud d’Italia nei secoli dei grands tours. Pioniere è stato il filosofo inglese George Berkeley che scrivendo ad un suo amico del suo “Viaggio in Italia” riferiva dell’esuberanza architettonica di Lecce: “la più bella città italiana si trova in un lontano angolo del tacco…è, per i suoi ornamenti architettonici, la città più fastosa che abbia mai visto.

          [...] Attualmente gli itinerari di visita del centro storico di Lecce si dipanano da Porta Napoli (Porta San Giusto), Porta Rudiae e Porta San Biagio lungo le direttrici, rappresentate rispettivamente da via Palmieri, via G. Libertini - corso Vittorio Emanuele II, via dei Perroni -via F. D’Aragona , corrispondenti ad assi viari dell’impianto romano, che convergono verso il cuore della città: piazza Duomo e piazza Sant’Oronzo (piazza dei Mercanti fino al 1871).

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Simeone!

Categoria: arte
Pubblicato: Martedì, 25 Novembre 2014
Scritto da Super User

Simeone!

Ovvero, del filo narrativo tra Mito, Realtà e Storia.

di Francesco Pasca

 

Chi mi ha parlato recentemente di un ispanista, di Oreste Macrí? No, non importa saperlo, desisto dal ricordarlo o chiederlo. In un parlare frettoloso non si comprendono i particolari di quella citazione, anzi si dimenticano ed è meglio. Ho, è rimasto comunque un vuoto, la necessità di scorrere lungo quel filo lasciato nel mio remoto pensiero e ne scrivo.

Il vuoto di un perché. Nei giorni passati l’opportuno è stato prendere, leggere di Simeone. Preciso meglio il tempo. Al Fondo Verri, Lecce via s. Maria del Paradiso, si tenne un incontro con Massimo Sani, uno dei registi documentaristi del cinema storico italiano. Mauro Marino fu con Maurizio Nocera l’organizzatore di quell’istruttivo incontro conclusosi nell’altrettanto utile e con lo storico documentario che, per detta di Massimo Sani, in una “strana” e voluta disputa fra l’Italia e il “resto del mondo” per diritti di copyright, la Germania nel XX ’69 se n’era infine accollato l’onere di pubblicare e trasmettere in etere. Di quello “strano” contendere ne ho, naturalmente, compreso le ragioni. Tutte italiane.

Al termine della visione ebbi a lanciare una provocazione. Ma non si rivelò fruttuosa. Non fu colta per la mia non del tutto ortodossa introduzione al problema. Oggi, nel tentativo di riacciuffare il maltolto o meglio il maldetto mi cimento per la seconda volta. Dapprima parliamo quindi di Storia e di chi fa Storia e anche di come si fa Storia ed ancora come ci si arriva alla Storia.

La nota “dei come” e “dei chi” si farebbe lunga, lascio ad ognuno di noi la facoltà di sopperire con una qualsiasi di altre specificazioni.

Per quel che dirò, sicuramente, la nobile Signora Storia si mostrerà con i suoi anni e con tutti i meravigliosi difetti, con quel che prima era stato nascosto dal fondotinta della scrittura per le scelte e del poi suo raccontarsi, con il mostrarsi a noi nuda o vestita con il solito abito dell’Imperatore. Rileggere quella Storia non è solo studiare per ricordare.

Non ho mai amato prendere appunti, ho fatto sempre conto di quel che ho poi ricordato. La certezza è stata in un quel che si riannoda e ch’è utile d’attenzione. “Il resto è noia, noia, noia.” In quella serata al Fondo Verri, il documentario intervista con l’altra Signora, la Letteratura, s’è a me presentato nel bianco e nel nero, con quel che solo un non colore può dare. Certamente non per sola colpa di chi documenta in fatti ed immagini. Il Sani ha dovuto certamente avvalersi di documenti, di ciò che all’epoca erano stati o erano i “visibili”.

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